Meno bavagli, più crescita.

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Le parole che il Presidente del Consiglio ha pronunciato ieri di fronte alla platea di Confcommercio sono di una gravità inaudita. 

Della legge sulle intercettazioni si è parlato molto, il nostro paese grazie a una rinnovata coscienza civile, ha riscoperto il gusto dell’indignazione e anche grazie alla mobilitazione della stampa l’opposizione al decreto Alfano è stata maggiormente efficace.

 Tuttavia quello che mi colpisce è che si è posto poco l’accento su un punto, a mio avviso fondamentale. La legge sulle intercettazioni rappresenta davvero la priorità per questo paese? 

In una fase di crisi economica così acuta e pesante e di fronte a una manovra correttiva che taglia risorse fondamentali agli enti locali, strozzando la crescita e mettendo alle corde il Mezzogiorno, già martoriato dallo scippo dei fondi FAS, è possibile che un Governo responsabile si preoccupi di qualche pubblicazione di telefonate sui quotidiani? Nel mentre le Regioni e i Comuni,indipendentemente da chi sono guidati, protestano vivamente e intere categorie sono in ginocchio, è ammissibile che la destra berlusconiana sia presa dalla crociata assurda e anti storica contro i giudici? Mi rendo che le mie domande possono sembrare retoriche. Il tema è che in nessun paese civile queste domande si porrebbero. A Sarzoky o a Frau Merkel non verrebbe mai in mente di imbavagliare la stampa o di limitare l’uso di uno strumento fondamentale per le indagini di tanti magistrati. (continua…)

This entry was written by Antonio Marciano, posted on 17 giugno 2010 at 16:20, filed under Antonio Marciano, La Campania giovane, Politica interna and tagged . Leave a comment or view the discussion at the permalink.