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	<title>Antonio Marciano</title>
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		<title>Ancora la proposta di legge sul Mattino</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 07:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Marciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rosaria Capacchione torna sulla mia proposta di legge sui beni confiscati (leggi qui).
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="post-refEl-643"><p>Rosaria Capacchione torna sulla mia proposta di legge sui beni confiscati (<a href="http://www.antoniomarciano.it/wp-content/uploads/2012/02/MATTINO_CAPACCHIONE.pdf">leggi qui</a>).</p>
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		<title>Il testo della mia proposta di legge sui beni confiscati</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 12:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Marciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IX legislatura
Proposta di legge 
 Norme in materia di utilizzo e attribuzione dei beni e delle aziende confiscate alla criminalità e incentivi allo sviluppo e all’occupazione giovanile
Ad iniziativa del consigliere Antonio Marciano
Art. 1
(Oggetto)
1. Le presente legge si occupa dell’opportunità di creare sviluppo sul territorio regionale attraverso il corretto ed efficiente riutilizzo di beni ed aziende confiscate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="post-refEl-641"><p align="center"><strong>IX legislatura</strong></p>
<p align="center"><strong>Proposta di legge </strong></p>
<p align="center"><strong> </strong><strong>Norme in materia di utilizzo e attribuzione dei beni e delle aziende confiscate alla criminalità e incentivi allo sviluppo e all’occupazione giovanile</strong></p>
<p align="center"><strong>Ad iniziativa del consigliere Antonio Marciano</strong></p>
<p align="center"><strong>Art. 1</strong></p>
<p align="center"><strong><em>(Oggetto)</em></strong></p>
<p>1. Le presente legge si occupa dell’opportunità di creare sviluppo sul territorio regionale attraverso il corretto ed efficiente riutilizzo di beni ed aziende confiscate alla criminalità organizzata. Si intende stimolare interventi volti a favorire iniziative imprenditoriali promosse da giovani nel campo dell’ospitalità turistica, delle attività produttive, sociali e sportive sia in forma individuale che societaria</p>
<p>2. La realizzazione degli obiettivi della legge coinvolge direttamente la partecipazione degli enti locali del territorio, delle istituzioni, delle associazioni destinatarie dei beni stessi, in base alla legge, delle associazioni e degli organismi professionali coinvolti nella gestione e valorizzazione di tali beni, la comunità religiosa e le organizzazioni sindacali.</p>
<p style="text-align: center;"><em> </em><strong>Art. 2</strong></p>
<p align="center"><strong><em>(Finalità e definizioni )</em></strong></p>
<p>1. La Regione Campania promuove l&#8217;utilizzo dei beni confiscati per finalità di sviluppo economico del territorio con particolare riguardo alle iniziative promosse da giovani nei settori dell’ospitalità e dei servizi turistici, delle attività produttive, sociali e sportive.</p>
<p>2. La legge ha lo scopo di stimolare interventi volti a favorire iniziative imprenditoriali, in particolare quelle promosse da giovani, organizzati sia in forma individuale che collettiva, al fine di:</p>
<p>a) garantire e tutelare, in attuazione dei principi della legislazione antimafia, la restituzione dei beni confiscati alla collettività in condizioni ottimali per creare sviluppo nel territorio;</p>
<p>b) valorizzare la rilevanza economica e sociale della destinazione dei beni confiscati;</p>
<p>c) favorire le iniziative finalizzate al più efficiente ed efficace utilizzo dei beni confiscati con lo scopo di creare occupazione;</p>
<p>d) agevolare e favorire i giovani nelle attività di cui ai punti precedenti.</p>
<p>3. Le misure adottate vanno intese in maniera concorrente ed aggiuntiva ad ogni altro strumento fiscale e finanziario, sia in materia specifica, che in materia di impresa, occupazione e sviluppo.</p>
<p>4. Ai fini della presente legge si definisce:</p>
<ul>
<li>Bene confiscato, il bene nei confronti del quale siano state applicate le procedure di cui all’art. 24 del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n.6 “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonche&#8217; nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136.”</li>
<li>Bene oggetto di assegnazione, il bene di cui agli artt. 47 e 48 del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n.6 “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonche&#8217; nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136.”</li>
<li>I soggetti di cui al comma 2 lettera d) sono da intendersi “tutti coloro che alla data di presentazione del progetto non abbiano superato il trentacinquesimo anno di età anagrafica”.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><strong>Art. 3</strong></p>
<p align="center"><strong><em>(Progetti proposti da giovani)</em></strong></p>
<p>1. La Regione, sulla base delle indicazioni fornite dalle altre istituzioni locali e centrali con riferimento ai beni confiscati da destinare, tramite avviso pubblico predisposto dall’ Assessorato al turismo seleziona annualmente progetti promossi da singoli, società, associazioni, cooperative, associazioni sportive dilettantistiche, raggruppamenti ed altri organismi con esclusiva partecipazione di giovani imprenditori, professionisti ed esperti del settore, per l&#8217;avvio di attività economiche e/o di utilizzo degli stessi beni nell&#8217;ambito del territorio regionale.</p>
<p>2. Ai fini dell’ammissione alle agevolazioni di cui all’art. 6, è obbligatoria la presentazione della certificazione antimafia approfondita relativa ai singoli aderenti alla proposta progettuale.</p>
<p>2. Al fine di realizzare l&#8217;obiettivo di cui al punto precedente la Regione Campania fa ricorso a risorse proprie, nazionali e comunitarie.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Art. 4</strong></p>
<p align="center"><strong><em>(Promozione attività da parte di altri enti)</em></strong></p>
<p>1. I progetti di cui all’art. 3 possono essere promossi anche da altri enti e istituzioni locali operanti sul territorio regionale. Con particolare riferimento a progetti presentati da:</p>
<p>a) comunità, enti ed organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n.266;</p>
<p>b) cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381;</p>
<p>c) comunità terapeutiche e centri di recupero e cura dei tossicodipendenti di cui al DPR 9 ottobre 1990, n.309,“Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza”;</p>
<p>d) parchi ed enti finalizzati alla tutela e valorizzazione dell’ambiente e paesaggio di cui alla legge 6 dicembre 1991, n.394;</p>
<p>e) associazioni sportive dilettantistiche.</p>
<p>2. Gli enti ed organismi proponenti possono consorziarsi o agire in base a protocolli d&#8217;intesa per realizzare efficaci sinergie che possono interessare beni ed aree territoriali comuni soggette a competenze concorrenti.</p>
<p align="center"><strong>Art. 5</strong></p>
<p align="center"><strong><em>( Comitato di coordinamento )</em></strong></p>
<p>1. Per realizzare efficacemente i predetti obiettivi viene istituito un comitato di coordinamento tecnico (CCT) cui partecipano un membro indicato dalla Presidenza della Giunta Regionale, un membro indicato dall’Assessorato al Turismo, un membro indicato dall’Assessorato alle Attività Produttive, un membro indicato dall’Assessorato al Lavoro ed alle Politiche Sociali, due membri indicati dalla Fondazione POL.I.S. &#8211; Politiche Integrate per la Sicurezza, due esperti in gestione ed amministrazione di beni ed aziende confiscate indicati dall’Istituto Nazionale Amministratori Giudiziari, due rappresentanti dell&#8217;Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati.</p>
<p>2. Il comitato adotta un regolamento interno di funzionamento.</p>
<p>3. Le funzioni del comitato sono le seguenti:</p>
<p>- verifica e monitoraggio del rispetto degli obiettivi di cui all’art.1 della presente legge;</p>
<p>- redazione di una relazione annuale sulle attività svolte;</p>
<p>- funzione di consulenza se richiesta nell’attività legislativa regionale in materia simile o affine.</p>
<p> 4. La partecipazione al comitato è gratuita.</p>
<p>5. Il comitato di coordinamento tecnico può, ove necessario, richiedere audizioni e pareri non vincolanti di rappresentanti degli altri enti locali eventualmente coinvolti nei singoli progetti. Può avvalersi di tecnici esterni senza spese per l’amministrazione regionale.</p>
<p>6. Il comitato resta in carica tre anni dal suo insediamento, e ciascun membro non può essere indicato nel comitato per più di due mandati consecutivi.</p>
<p align="center"><strong>Art. 6</strong></p>
<p align="center"><strong><em>(Agevolazioni e incentivi)</em></strong></p>
<p>1. La Regione Campania, nei limiti delle proprie competenze, può riconoscere alle intraprese avviate in base alla presente legge agevolazioni di natura fiscale per favorire l&#8217;avvio e l&#8217;entrata a regime delle attività.</p>
<p>2. La Regione Campania, in particolare, con successive disposizioni, riconosce ai soggetti proponenti i progetti di cui alla presente legge, per favorirne l&#8217;avvio, agevolazioni sul pagamento delle imposte regionali per i primi tre esercizi ed interviene presso l’ente territoriale dotato di potestà tributaria e impositiva nella località di insistenza del bene, per far disporre analoga riduzione delle imposte e dei tributi di competenza.</p>
<p>3. I tributi di competenza regionale di cui al comma precedente ed oggetto di agevolazione sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>Irap &#8211; Imposta regionale attività produttive;</li>
<li>Addizionale regionale IRPEF;</li>
<li>Imposta regionale sulle concessioni statali dei beni del demanio e del patrimonio indisponibile;</li>
<li>Tariffa fitosanitaria;</li>
<li>Tributo speciale per il deposito in discarica di rifiuti solidi;</li>
<li>Addizionale regionale all&#8217;imposta di consumo sul Gas Metano e imposta sostitutiva.</li>
</ul>
<p> </p>
<p align="center"><strong>Art. 7</strong></p>
<p align="center"><strong><em>(Norma finanziaria)</em></strong></p>
<p>1. Alle disposizioni di cui alla presente legge che comportano maggiori spese e/o minori entrate, in particolare art. 1 co.1, art.2 co.1, co.2 e co.3, art.3 co.2 e art. 6, si fa fronte, per l’esercizio finanziario in corso, mediante prelievo dalla U.P.B 2.9.26 (Promozione turistica) dell’importo di € 1.000.000.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Art. 8</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>(Entrata in vigore e misure correlate)</em></strong></p>
<p>1. La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania.</p>
<p>2. Le attività derivanti dall’applicazione della legge sono coordinate con la normativa nazionale e regionale in materia di beni confiscati e sequestrati, di agevolazioni per la costituzione di imprese giovanili e sono svolte di concerto con le istituzioni centrali e locali coinvolte.</p>
<p>3. La Giunta Regionale, allo scopo di implementare i finanziamenti della presente legge, e di svilupparne la coerenza, si attiva per il suo inserimento in via permanente tra le misure finanziate nel Programma Operativo Nazionale &#8211; Sicurezza Per lo Sviluppo &#8211; obiettivo operativo 2.5.</p>
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		<title> Beni confiscati affidati ai giovani: la mia proposta di legge</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:53:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lotta alla criminalità, sviluppo e turismo, occupazione giovanile. Sono i tre punti cardine della mia proposta di legge di cui parla oggi Rosaria Capacchione sul Mattino (leggi qui).
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="post-refEl-638"><p>Lotta alla criminalità, sviluppo e turismo, occupazione giovanile. Sono i tre punti cardine della mia proposta di legge di cui parla oggi Rosaria Capacchione sul Mattino (<a href="http://www.antoniomarciano.it/wp-content/uploads/2012/02/beni-confiscati.pdf">leggi qui</a>).</p>
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		<title>Il sito Longola non sarà sepolto</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 10:45:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli scavi di Longola non chiuderanno, ma diventeranno un museo. Una grande soddisfazione per chi, come me, si è impegnato da subito per salvaguardare un sito importantissimo per la Campania e che rischiava di andare irrimediabilmente perduto. Leggi qui l&#8217;articolo pubblicato oggi sul Mattino.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="post-refEl-633"><p>Gli scavi di Longola non chiuderanno, ma diventeranno un museo. Una grande soddisfazione per chi, come me, si è impegnato da subito per salvaguardare un sito importantissimo per la Campania e che rischiava di andare irrimediabilmente perduto. Leggi<a href="http://www.antoniomarciano.it/wp-content/uploads/2012/01/20120126_MATTINO.pdf"> qui </a>l&#8217;articolo pubblicato oggi sul Mattino.</p>
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		<title>A proposito di responsabilità&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 14:53:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>

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		<description><![CDATA[&#62; Stamattina leggendo i giornali ho scoperto che la Campania &#8211; da sempre
&#62; dipinta come terra di insanabili conflitti dentro le coalizioni
&#62; politiche e dentro gli stessi partiti – si è riscoperta d’un tratto
&#62; laboratorio per nuove alleanze.
&#62; Sento parlare anticipatori di scenari nazionali e interpreti di
&#62; inediti istinti all’unità, leggo generici appelli in nome
&#62; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="post-refEl-631"><p><span id="more-631"></span>&gt; Stamattina leggendo i giornali ho scoperto che la Campania &#8211; da sempre</p>
<p>&gt; dipinta come terra di insanabili conflitti dentro le coalizioni</p>
<p>&gt; politiche e dentro gli stessi partiti – si è riscoperta d’un tratto</p>
<p>&gt; laboratorio per nuove alleanze.</p>
<p>&gt; Sento parlare anticipatori di scenari nazionali e interpreti di</p>
<p>&gt; inediti istinti all’unità, leggo generici appelli in nome</p>
<p>&gt; dell’interesse della Campania e dei suoi cittadini. Sarà l’aria</p>
<p>&gt; natalizia che forse invita a riconoscere il buono dentro tutto e</p>
<p>&gt; tutti. Certo, su un dato riscontro una valutazione condivisibile: dopo</p>
<p>&gt; il governo Monti, indipendentemente da quanto tempo durerà, nulla sarà</p>
<p>&gt; più come prima nella dinamica dentro e tra i partiti, e nel confronto</p>
<p>&gt; tra questi e il Paese. Ma nelle considerazioni che si stanno facendo</p>
<p>&gt; nessuno fa riferimento al fatto che il Governo Monti è la conseguenza</p>
<p>&gt; della crisi del centro destra, della deflagrazione del suo principale</p>
<p>&gt; partito, il PDL, del suo leader Berlusconi, e del totale fallimento</p>
<p>&gt; delle politiche portate avanti in questi anni. L’esecutivo tecnico</p>
<p>&gt; rappresenta quindi al tempo stesso una conseguenza ed una necessità</p>
<p>&gt; rispetto allo stato di salute del Paese, ma anche un utile strumento a</p>
<p>&gt; disposizione della politica per ridisegnare strategie, alleanze e,</p>
<p>&gt; soprattutto, per selezionare nuove leadership. Potremmo dire insieme</p>
<p>&gt; una necessità ed una utilità per consentire ai partiti nazionali di</p>
<p>&gt; aggiornare percorsi, programmi e approntare il nuovo vocabolario della</p>
<p>&gt; politica del terzo millennio.</p>
<p>&gt; Anche in Campania, come a Roma, il tema allora non è azzerare i</p>
<p>&gt; confini tra i partiti e le forze politiche per dare automaticamente</p>
<p>&gt; una mano al sistema regionale ad affrontare la difficoltà del momento.</p>
<p>&gt; La crisi, la caduta di autorevolezza della rappresentanza</p>
<p>&gt; istituzionale, l’efficacia dell’iniziativa di governo possono essere</p>
<p>&gt; affrontati insieme solo se prima si certifica anche qui il fallimento</p>
<p>&gt; dell’alleanza di centrodestra, che dal primo giorno si è dimostrata</p>
<p>&gt; per quello che è: un cartello elettorale privo di un’idea di governo,</p>
<p>&gt; ostaggio di poteri forti e spesso opachi che dentro la maggioranza</p>
<p>&gt; hanno condizionato e condizionano ancora la vita e le scelte che si</p>
<p>&gt; compiono sul terreno politico e istituzionale. Né io, né tantomeno</p>
<p>&gt; l’insieme delle forze del PD, ci siamo mai sottratti alla comune</p>
<p>&gt; responsabilità di lavorare insieme per tirare fuori dalle difficoltà</p>
<p>&gt; la nostra regione. Anzi, spesso proprio grazie al PD, sono stati</p>
<p>&gt; scongiurati provvedimenti legislativi dal dubbio profilo</p>
<p>&gt; costituzionale e dal certo sapore clientelare: penso alle scelte in</p>
<p>&gt; tema di sanità, alle decine di emendamenti  che siamo riusciti a</p>
<p>&gt; bloccare in occasione della scorsa finanziaria, alla valanga di nomine</p>
<p>&gt; spesso figlie della peggiore esperienza politica degli anni</p>
<p>&gt; ’80 che abbiamo provato ad arginare, fino al tentativo maldestro di</p>
<p>&gt; Caldoro di allargare la Giunta per rispondere alle pressioni della sua</p>
<p>&gt; maggioranza.</p>
<p>&gt; La questione, quindi, è tutta legata alla condivisione delle politiche</p>
<p>&gt; che interessano la vita delle nostre famiglie e delle nostre imprese e</p>
<p>&gt; non all’alleanza che le determina. Su questo la strada è ancora tutta</p>
<p>&gt; in salita. Il prossimo banco di prova sarà l’approvazione del</p>
<p>&gt; bilancio. Noi non abbiamo presentato emendamenti ostruzionistici, ma</p>
<p>&gt; proposte di merito, coraggiose, a tratti impopolari, e che tuttavia</p>
<p>&gt; incidono concretamente sulla spesa storica dell’Ente: dalla gestione diretta del ciclo integrato delle acque e della depurazione, all’accorpamento di società partecipate</p>
<p>&gt; impegnate sul terreno ambientale, all’agenzia unica di sviluppo</p>
<p>&gt; regionale, all’accorpamento dei policlinici, provando al contempo a</p>
<p>&gt; tutelare le aree sociali e produttive della regione più colpite dalla</p>
<p>&gt; crisi. Vedremo quanta voglia di unità ci sarà davvero rispetto alle</p>
<p>&gt; nostre sollecitazioni.</p>
</div>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il mio intervento su Radio 101</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 16:32:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Marciano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Sud]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mio intervento su Radio 101 a proposito dello scandalo del Loreto Mare (clicca qui per ascoltare)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="post-refEl-629"><p>Il mio intervento su Radio 101 a proposito dello scandalo del Loreto Mare (<a href="http://www.antoniomarciano.it/wp-content/uploads/2011/11/MARCIANO.wav">clicca qui per ascoltare</a>)</p>
</div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il testo dell&#8217;interrogazione che ho inviato a Caldoro sullo scandalo del Loreto Mare</title>
		<link>http://www.antoniomarciano.it/antonio-marciano/il-testo-dellinterrogazione-che-ho-inviato-a-caldoro-sullo-scandalo-del-loreto-mare.html</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 11:31:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Marciano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antonio Marciano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.antoniomarciano.it/?p=626</guid>
		<description><![CDATA[Al Presidente della Regione Campania
Commissario regionale alla Sanità
 
On. Stefano Caldoro
Oggetto: Interrogazione a risposta scritta ai senso dell’art. 78 del Regolamento Interno del Consiglio Regionale
 Premesso 
Che il Piano Sanitario Regionale prevede, tra l’altro, la chiusura dei Pronto Soccorso dell’Ospedale San Gennaro e dell’Ospedale Ascalesi.
Che tale chiusura comporterà immediate ripercussioni sull’Ospedale Loreto Mare, che diventerà l’unico Pronto Soccorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="post-refEl-626"><p align="right">Al Presidente della Regione Campania</p>
<p align="right">Commissario regionale alla Sanità</p>
<p align="right"> </p>
<p align="right">On. Stefano Caldoro</p>
<p style="text-align: left;">Oggetto: Interrogazione a risposta scritta ai senso dell’art. 78 del Regolamento Interno del Consiglio Regionale<span id="more-626"></span></p>
<p style="text-align: center;"> Premesso </p>
<p>Che il Piano Sanitario Regionale prevede, tra l’altro, la chiusura dei Pronto Soccorso dell’Ospedale San Gennaro e dell’Ospedale Ascalesi.</p>
<p>Che tale chiusura comporterà immediate ripercussioni sull’Ospedale Loreto Mare, che diventerà l’unico Pronto Soccorso ancora attivo nel centro di Napoli.</p>
<p>Che già oggi l’Ospedale soffre una cronica difficoltà di gestione.</p>
<p style="text-align: center;"> Tenuto conto</p>
<p align="center">Che lo stato di agitazione del personale della ditta addetta alla pulizia e alla sanificazione degli ambienti ospedalieri dell’Ospedale Loreto Mare perdura da settimane.</p>
<p>Che la sospensione e/o la riduzione delle attività della ditta e il conseguente stato di degrado e di sporcizia degli ambienti mette a grave rischio l&#8217;incolumità di pazienti ed operatori.</p>
<p>Che nonostante la segnalazione alla direzione sanitaria da parte dei medici del rischio di esposizione a infezioni, in particolare durante gli interventi chirurgici, la situazione di criticità perdura.</p>
<p>Che almeno in un caso è stata chiesta la sottoscrizione del consenso informato di rischio aggiuntivo cui il paziente è soggetto sottoponendosi ad operazioni chirurgiche nell’Ospedale.</p>
<p style="text-align: center;"> Tutto ciò premesso si interroga</p>
<p>Per conoscere quali iniziative urgenti il Commissario ha intenzione di intraprendere per il ripristino immediato delle necessarie condizioni igienico-sanitarie e, quindi, per garantire l’incolumità fisica del personale medico e dei pazienti dell’Ospedale Loreto Mare.</p>
<p>On. Antonio Marciano</p>
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		<title>Far ripartire la Campania &#8211; Il video del mio intervento</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 11:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Marciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima parte: http://www.youtube.com/watch?v=OaQK0BvfBik
Seconda parte: http://www.youtube.com/watch?v=tFBTk5-TEaI
Terza parte: http://www.youtube.com/watch?v=QrGTEZ3CXhw
Quarta parte: http://www.youtube.com/watch?v=pLIm7dXB2p0
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="post-refEl-623"><p>Prima parte: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=OaQK0BvfBik" target="_new">http://www.youtube.com/watch?v=OaQK0BvfBik</a></p>
<p>Seconda parte: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=tFBTk5-TEaI" target="_new">http://www.youtube.com/watch?v=tFBTk5-TEaI</a></p>
<p>Terza parte: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=QrGTEZ3CXhw" target="_new">http://www.youtube.com/watch?v=QrGTEZ3CXhw</a></p>
<p>Quarta parte: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=pLIm7dXB2p0" target="_new">http://www.youtube.com/watch?v=pLIm7dXB2p0</a></p>
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		<title>La Regione Campania e i fondi europei</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 09:21:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Marciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A proposito della ripresa dell&#8217;economia campana, della distanza del Governatore Caldoro dalla realtà, dei commenti entusiastici sull&#8217;utilizzo dei fondi europei. Un interessante fondo di Mariano D&#8217;Antonio pubblicato oggi su Repubblica (clicca qui)
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="post-refEl-619"><p>A proposito della ripresa dell&#8217;economia campana, della distanza del Governatore Caldoro dalla realtà, dei commenti entusiastici sull&#8217;utilizzo dei fondi europei. Un interessante fondo di Mariano D&#8217;Antonio pubblicato oggi su Repubblica (<a href="http://www.antoniomarciano.it/wp-content/uploads/2011/11/dantonio-repubblica.PDF">clicca qui</a>)</p>
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		<title>Il mio intervento all&#8217;Assemblea pubblica di oggi: &#8220;Far ripartire la Campania&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 14:25:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Marciano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo ritenuto utile avere questo momento di confronto con i lavoratori, le organizzazioni sindacali, i rappresentanti del mondo dell’impresa, le nostre principali funzioni istituzionali e politiche perché siamo ancora nel pieno di una crisi che travolge interi settori dell’economia nazionale e campana, e soprattutto perché avvertiamo ancora troppo debole ed insufficiente l’iniziativa della principale istituzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="post-refEl-614"><p>Abbiamo ritenuto utile avere questo momento di confronto con i lavoratori, le organizzazioni sindacali, i rappresentanti del mondo dell’impresa, le nostre principali funzioni istituzionali e politiche perché siamo ancora nel pieno di una crisi che travolge interi settori dell’economia nazionale e campana, e soprattutto perché avvertiamo ancora troppo debole ed insufficiente l’iniziativa della principale istituzione regionale di fronte alla gravità della situazione.<span id="more-614"></span></p>
<p>Per questo intendiamo continuare il confronto nel merito delle iniziative secondo noi necessarie da assumere, e consideriamo l’appuntamento di stamattina una ulteriore tappa di un percorso di ascolto e di proposta che manterremo costantemente aperto nell’interesse generale della nostra Regione.</p>
<p>Le nostre preoccupazioni sono tutte confermate dall’ultimo studio presentato da Bankitalia relativamente alla condizione economica della nostra regione e che ci segnala criticità che spero sappiano leggere con la stessa attenzione tutti coloro che ricoprono oggi una funzione di governo in questa parte rilevante del Mezzogiorno.</p>
<p>Il PIL è il più basso d’Italia, il primo semestre del 2011 si chiude con un saldo negativo di altri 12000 posti di lavoro persi; mai si era registrato un calo netto dei depositi bancari, il che significa che si è ulteriormente compressa la capacità di risparmio delle nostre famiglie; così come il ricorso alla sospensione del mutuo contratto diventa una necessità per tanti.</p>
<p>Aumenta l’area della povertà e quindi diventa più prossima quella soglia della sopravvivenza e che oggi riguarda 427 mila famiglie nelle quali nessun componente lavora (il 27% del numero complessivo); e quello che è ancora più preoccupante la drastica riduzione dei consumi sull’acquisto dei generi di prima necessità, pane, pasta, frutta responsabile anche la scellerata scelta di aumentare l’iva nell’ultima manovra economica.</p>
<p>Si presenta così la Campania agli indicatori economici e agli studi di settore.</p>
<p>Ecco perché siamo dinanzi ad una fase per tanti aspetti cruciale per la vita del nostro Paese.</p>
<p>In discussione non è soltanto il futuro del mondo economico e produttivo, ma il sistema di coesione sociale sul quale si è retta sino ad oggi la vita di milioni di famiglie e la stessa democrazia.</p>
<p>Mai prima d’ora c’eravamo trovati di fronte contemporaneamente ad una doppia emergenza: da un lato una condizione di recessione economica e di crisi finanziaria di così ampia portata e dall’altro un quadro di riferimento politico e di governo così precario fino ad incidere pesantemente sulla credibilità e l’autorevolezza del sistema Italia di fronte alle democrazie europee e mondiali, e lascaindo in una condizione di pericolosa sospensione la vita stessa della nostra comunità.</p>
<p>Questo è forse il passaggio più delicato per il nostro Paese e soprattutto per la Campania ed il Mezzogiorno: dalla crisi può uscire un’Italia più forte, più unita, più solidale e competitiva nella sfida dei mercati internazionali sempre più dinamici; oppure il rischio è che le conseguenze di questa fase lascino indietro il Paese e la Campania, incapaci nei prossimi anni di recuperare una distanza nei confronti di altre regioni d’Europa e del mondo.</p>
<p>Dentro questa sfida noi pensiamo di poter svolgere un ruolo decisivo, in un quadro di iniziativa capaci di costruire una alleanza di scopo tra politica, istituzioni, forze produttive e sindacati, ciascuno per la propria quota di responsabilità, senza inutili e dannose invasioni di campo che sembrano in alcuni casi animate esclusivamente da un ossessivo e personale protagonismo.</p>
<p>Ce lo impone la fase e ce lo impone una certa visione della società ed una cultura politica alla quale sentiamo di appartenere.</p>
<p>Tutti gli indicatori economici ci segnalano una condizione di pesante crisi che ha travolto l’intero sistema industriale e manifatturiero, non risparmiando settori determinanti per l’economia regionale, dall’agricoltura, ai servizi, al commercio, all’edilizia, ai trasporti, alla chimica, al tessile, al lavoro autonomo.</p>
<p>Il tema per noi è che la Campania non ce la farà ad uscire da una crisi di queste dimensioni se non si afferma nel governo regionale una nuova visione d’insieme che sappia guardare alla nostra regione provando a mettere in campo politiche di sviluppo nei settori che per caratteristiche della nostra terra, per antichi insediamenti industriali, per la posizione geografica che ci pone al centro di un importante corridoio che dall’Europa arriva fino al mediterraneo, per la sua vocazione turistica, per il suo paesaggio possano rappresentare opportunità di rilancio per la nostra economia.</p>
<p>Noi vogliamo che chi amministra la Regione si misuri con questa ambizione e questa visione alta del governo di un territorio ricco e complesso come il nostro.</p>
<p>E lo vogliamo fare con lo stile che è necessario, senza sottrarci alla responsabilità del momento, che impone sempre di più la necessità di coniugare ristrettezza delle risorse e dei bilanci del sistema delle autonomie con l’efficentamento della qualità dei servizi e dell’offerta amministrativa.</p>
<p>Alcune cose le abbiamo dette in occasione della seduta monotematica del consiglio regionale sulla crisi.</p>
<p>Le ribadiamo questa mattina.</p>
<p>Non si può pensare che da sola una politica fatta di tagli e di riduzione della spesa a Roma ed in Campania, senza una logica di intervento e rivolta indistintamente a servizi primari, scuola, ricerca, trasporto pubblico locale, servizi alla persona, possa invertire una tendenza.</p>
<p>Dal governo nazionale è mancata irresponsabilmente una politica in grado di intervenire con più coraggio sulle aree di spreco, di inefficenza e di evasione, che fosse capace di  incidere sulle grandi rendite finanziarie e sui capitali, ispirata a principi di solidarietà e di equità dove chi ha di più concorre di più a sostenere le difficoltà della fase e lo fa soprattutto a favore di quelle vecchie povertà e nuove povertà che avanzano soprattutto tra le fila di una giovane generazione che rischia di pagare il prezzo più alto della crisi.</p>
<p>Per rimettere in moto l’economia serve orientare la spesa verso lo sviluppo, concentrare ogni sforzo perché si possa sostenere il sistema delle piccole e medie imprese, favorire la capacità di consorzi tra piccole e piccolissime realtà, ridurre i costi e i tempi di una burocrazia che oggi più che mai rischia di soffocare migliaia di piccole aziende.</p>
<p>Sostenere l’innovazione e la ricerca, aiutare il sistema imprenditoriale e produttivo a reggere l’onda d’urto di una competizione che ormai vive su scala mondiale, qualificare la formazione e l’aggiornamento della forza lavoro e aprire a nuove opportunità per chi è fuori dal mercato del lavoro nonostante spesso abbia titoli, merito, creatività, mi riferisco a tanti giovani talenti che si sono formati nei nostri atenei.</p>
<p>Per questo ci preoccupa in Campania, assistere ad un governo regionale che riproduce in sedicesima una politica di tagli orizzontali senza avere in nessuno dei segmenti della nostra economia un’idea di sistema.</p>
<p>Va bene insediare una cabina di regia per affrontare la crisi, ma se questo luogo diventerà un luogo che somma funzioni e soprattutto assume di sé la responsabilità di scelte coraggiose e non più rinviabili.</p>
<p>Credo che su questo siamo tutti d’accordo.</p>
<p>Non siamo appassionati né ad un’iniziativa demagogica, fatta di urla e slogan, né tantomeno ad una visione pregiudiziale nel rapporto con questa maggioranza di governo. Ma pretendiamo serietà nel confronto e nel merito e autorevolezza nelle decisioni da assumere per reggere alla portata della crisi.</p>
<p>Io penso che un terreno d’iniziativa giusto sia quello della condivisione, della comune responsabilità, ma poi serve che chi ha il potere di decidere decida.</p>
<p>C’è un doppio terreno di iniziativa: uno di natura amministrativa e politico; ed un altro più squisitamente politico e di scelte strategiche. Ne indico per entrambi alcuni:</p>
<p>Ci sono provvedimenti amministrativi irresponsabilmente fermi e ormai da oltre un anno e mezzo e che se immediatamente sbloccati potrebbero dare un po’ di ossigeno alle nostre imprese e mettere in circolazione un po’ di danaro.</p>
<p>Lì abbiamo indicati durante il dibattito consiliare ma ancora ad oggi non trovano risposta:</p>
<p>-          I 12 contratti di programma, nuove opportunità di lavoro e soprattutto una spinta all’innovazione e alla ricerca di tanti insediamenti industriali, penso ad centro di ricerche Elasis a pomigliano, al consorzio Caltech ad avellino, al pastificio D’Oria ad angri, all’azienda Kiton ad Arzano; contratti per i quali le aziende hanno già speso la propria quota di finanziamento e di investimento e che a maggior ragione oggi soffrono l’assenza da parte della regione della sottoscrizione dei contratti e quindi l’erogazione delle risorse promesse;</p>
<p>-          Una parola definitiva su i due accordi di programma tra l’area ex Montefibre e quella in terra di lavoro nell’area ex 3M dove ad esempio la Novamont in assenza di tempi e risposte certe da parte dell’amministrazione regionale ha giustamente confermato il suo investimento ma trasferito a Porto Torres le attività che avrebbero dato al casertano nuove occasioni di lavoro;</p>
<p>-          la sottoscrizione con i comuni al di sopra dei 50.000 abitanti del Più Europa per  dare il via a interventi importanti di riqualificazione territoriale, sul terreno urbanistico, dei servizi, della mobilità, che significa migliorare la qualità della vita in tante grandi aree urbane e rendere più attrattivo il territorio per chi intende investire con iniziative imprenditoriali penso soprattutto a quel tessuto di piccole e medie imprese, dal commercio, all’artigianato, ai servizi.</p>
<p>-          Far partire subito, visti i risultati positivi registrati, una nuova finestra per il credito di imposta per le imprese e avviare immediatamente il bando per il credito di imposta finalizzato all’occupazione per il quale è pronto ormai da febbraio 2010 il relativo disciplinare;</p>
<p>-          Trovare d’intesa con il MEF gli accorgimenti finanziari necessari per liberare le risorse bloccate in cassa e dare quindi seguito a migliaia di pagamenti di crediti nei confronti di tantissime aziende campane che sono ormai al collasso;</p>
<p>-          Un confronto urgente in consiglio regionale, per una verifica puntuale sullo stato reale dell’utilizzo delle risorse UE. La preoccupazione è che il Presidente Caldoro sia giustamente impegnato ad evitare, anche e soprattutto per i ritardi accumulati in questo anno e mezzo di governo, il disimpegno di risorse fondamentali per la Campania, ma è altrettanto vero che il risultato altro non sarà che iniziative di natura contabile e finanziaria per spostare al 2012 la verifica dei tetti di spesa, senza che ancora per quest’anno e per almeno la metà del prossimo parta alcun cantiere, nessuna infrastruttura o grande opera per la nostra regione, a discapito in particolare dell’edilizia penso ad esempio alla realizzazione della tangenziale delle aree interne piuttosto che il completamento del sistema metropolitano regionale.</p>
<p>-          Una certezza sul trasferimento dei fondi FAS già abbondantemente saccheggiati nel corso di questi ultimi due anni a danno della Campania e del Mezzogiorno. E anche qui una precisazione. Noi pensiamo che quei fondi siano da destinare agli investimenti e allo sviluppo non certo alla spesa corrente, sarebbe davvero, qualora il Presidente Caldoro confermasse questo orientamento, una scelta miope priva di sguardo verso il futuro.</p>
<p>C’è poi tutta una politica che attiene alle scelte strategiche che la Regione dovrebbe mettere in campo, che hanno bisogno di una visione di insieme, della capacità di interpretare la fase e di una classe dirigente che ha capacità e cultura di governo e che non si limita a gestire l’esistente sperando che il tempo da solo possa migliorare le cose.</p>
<p>Se è vero che alla Regione non compete una politica industriale che è materia del governo nazionale è altrettanto vero che alla Regione spetta la definizione di politiche di contesto che dentro un quadro nazionale possono aiutare il sistema produttivo ed economico della nostra comunità.</p>
<p>E’ qui siamo lontani anni luce da ciò che servirebbe ora e subito.</p>
<p>La cancellazione di fatto di qualsiasi sostegno al Trasporto Pubblico Locale, è non solo una scelta devastante sul piano del diritto alla mobilità per i nostri cittadini. Ma l’affermarsi di un modello di Paese e di tempi delle città preoccupante. E’ un modello di tempi di vita e di organizzazione delle nostre città dove le luci si spengono prima, dove il ricorso all’auto quando si può, contribuirà ad impattare e pesantemente sul paesaggio, sull’ambiente, sulla qualità dell’aria, e città dove ci si muove di meno sono soprattutto dalle nostre parti, città più insicure. Un dato tutto in controtendenza rispetto al resto d’Europa dove il TPL è lavoro, è modernità, è innovazione, è progresso, è civiltà di una nazione.</p>
<p>Così come è assurdo non avere ancora un Piano energetico ambientale e regionale. C’è uno spazio di iniziativa imprenditoriale sul terreno delle fonti energetiche rinnovabili e alternative, che certo va disciplinato perché possa contemplare tutela del paesaggio e bisogno di sviluppo, ma c’è la filiera della cosiddetta green economy ancora tutta da conoscere. Addirittura ci sono campi finora inesplorati come la geotermia che grazie alla conformazione morfologica della nostra regione può rappresentare una nuova fonte di investimento e che ha una resa in termini di energia prodotta superiore a quella proveniente dall’eolico o dal fotovoltaico, oltreché meno impattante per l’ambiente date le caratteristiche degli impianti.</p>
<p>E’ evidente a tutti che non ci sarà ripresa in campania se non si lavorerà per allargare la base produttiva ed industriale innanzitutto.</p>
<p>E non c’è possibilità di immaginare, ancora nel terzo millennio, uno sviluppo senza l’intervento pubblico sul terreno delle politiche e delle risorse da mettere in campo.</p>
<p>Nel frattempo per alcune vertenze industriali che hanno una conclusione positiva o che lasciano intravedere un percorso possibile, ce ne sono tante altre ancora aperte e che riguardano grandi insediamenti fatti di altrettante eccellenze e soprattutto che coinvolgono il destino di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie.</p>
<p>In queste ore abbiamo espresso il nostro apprezzamento per la conclusione della trattativa che riguarda gli stabilimenti Alenia in Campania. Apprezzamento, perché nella condizione data, la responsabilità che le organizzazioni sindacali hanno assunto nel confronto con l’azienda è stata quella di difendere un patrimonio di storia industriale in grado di ricoprire ancora un protagonismo su i mercati nazionali e internazionali e di mettere in sicurezza i propri lavoratori con un occhio attento alle possibilità di nuovi investimenti in ricerca ed innovazione e quindi a nuove opportunità di lavoro.</p>
<p>Ora toccherà vigilare perché quel piano si realizzi nei tempi concordati e soprattutto sul terreno delle nuove produzioni accanto all’M125 in partnership con i russi si lavori per la realizzazione del nuovo ATR 100.</p>
<p>Stesso discorso vale per la FIAT di Pomigliano. Pur nelle diversità delle opinioni era largamente condivisa tra di noi la necessità dell’accordo per realizzare la nuova PANDA. Ma adesso nessun posto di lavoro va perso nel passaggio dalla vecchia azienda alla newco.</p>
<p>Anche perché da questo passaggio e dall’effettiva messa a regime della nuova produzione dipende il destino di 5000 lavoratori diretti e di un sistema di aziende dell’indotto della parte relativa ai motori e della gomma plastica particolarmente presenti nel napoletano e nel salernitano.</p>
<p>Discorso diverso quello che riguarda Fincantieri. La firma del protocollo d’intesa è un passo importante ma non ancora decisivo per il futuro del cantiere di Castellammare e dell’intera area industriale Torrese-Stabiese. Non solo perché dovra’ seguire la firma dell’accordo di programma nel prossimo anno, dove dovranno essere definiti nello specifico investimenti e risorse per l’ammodernamento dello scalo, primo fra tutti quelle relative alla realizzazione dell’unica ed indispensabile infrastruttura e cioè il bacino di costruzione, in grado di rendere competitivo il cantiere con i Paesi asiatici e della sponda sud del mediterraneo.</p>
<p>Ma grande attenzione bisognerà prestare affinchè non ci siano iniziative volte ad indebolire la vocazione industriale del sito per lasciare progressivamente il passo ad altre iniziative orientate a svuotare la quantità e la qualità delle produzioni fino a compromettere la vita stesa del cantiere ed aprire il fronte ad iniziative speculative di altra natura che pure rimangono nello sfondo di questa grande vertenza.</p>
<p>Ma restano aperti grandi punti di criticità: Firema, Ansaldo, Ixfin, Irisbus, FMA di Pratola Serra, tutta la partita del trasporto via mare.</p>
<p>Tra di loro la storia passata e recente di queste aziende è chiaramente diversa.</p>
<p>Una parte di queste aziende subisce di riflesso un duro colpo per i tagli al sistema del trasporto pubblico locale.</p>
<p>E accanto a queste difficoltà a volte si accompagnano logiche davvero padronali che sembrano più figlie di altri tempi e di altri rapporti tra lavoratori, aziende e sindacati, è il caso della IRISBUS di Grottaminarda.</p>
<p>Da un lato Fiat decide di rinunciare in Italia alla realizzazione di veicoli destinati al trasporto pubblico e dall’altro lo fa esercitando un ricatto pesante sulla pelle dei lavoratori e decidendo di avviare le procedure per gli ammortizzatori sociali sono a valle della sottoscrizione della cessazione delle attività della fabbrica da parte delle rappresentanze sindacali. E solo così la stessa FIAT ha deciso di non dare seguito a pesanti sanzioni disciplinari verso 9 lavoratori dell’azienda.</p>
<p>E nel frattempo la vita di quell’insediamento industriale unico grande polmone di attività per quella parte di irpinia è legato alla trattativa in corso con il gruppo cinese DFM.</p>
<p>Tutt’altra storia quella di FIREMA dove una gestione sbagliata rischia di pregiudicare un’esperienza ed una storia che vanta ancora un portafoglio di attività di grande qualità e di investimenti importanti per il futuro stesso dell’azienda.</p>
<p>Noi non pensiamo che una Regione possa sostituirsi allo Stato e all’impresa nella produzione delle auto motive, ma sicuramente la Regione può assumere iniziative di governo in grado di sostenere la capacità di innovazione degli impianti di produzione, migliorare la rete dei servizi e delle infrastrutture a servizio e a supporto di queste attività, promuovere le sue eccellenze sui mercati nazionali ed internazionali, tessere alleanze politiche ed economiche.</p>
<p>Rendere evidente a chi vuole investire in Campania che qui c’è un’amministrazione attenta.</p>
<p>Ma su questo siamo ancora lontani da un’idea di governo efficiente, che invece insegue di volta in volta le emergenze che si determinano.</p>
<p>E poi c’è ancora tutto un tema nel tempo annunciato ma mai affrontato nel merito.</p>
<p>E’ la questione relativa al riordino del sistema delle società partecipate dalla regione.</p>
<p>Anche qui è evidente e non ho difficoltà a riconoscerlo, che il sistema costruito negli anni precedenti rischia di non reggere alla criticità del momento se non mettiamo in campo scelte nette che tutelando l’insieme delle lavoratrici e dei lavoratori impegnati, ponendo il tema di un nuovo modello di governance in grado di assegnare a ciascuna di queste strutture una nuova mission industriale.</p>
<p>Si tratta di ripensare ad un modello organizzativo che impegni queste società che intervengono su segmenti strategici della Regione, penso a tutto il tema dell’antincendio boschivo, alle bonifiche, alla tutela del paesaggio, agli strumenti di programmazione e sostegno alle attività imprenditoriali, alla internazionalizzazione delle nostre produzioni, ai fondi di garanzia per le piccole e medie imprese.</p>
<p>Nel primo caso penso a SMA, Astir, ARPAC Multiservizi, Jacorossi.</p>
<p>Tutta questa materia presuppone una visione strategica, procedure amministrative certe, una condivisione ampia tra le forze politiche e le organizzazioni sindacali e soprattutto velocità dei tempi di decisione e di azione.</p>
<p>Non è più tollerabile una politica di annunci sulla pelle di migliaia di lavoratori e famiglie, che non hanno altra possibilità di futuro se non quella di investire nei settori di lavoro nei quali hanno maturato competenze e professionalità, oggi indispensabili alla Regione e che nel frattempo vivono in una condizione di sospensione del giudizio e soprattutto del loro stipendio.</p>
<p>In questo quadro generale è da considerare la proposta di legge di costituzione dell’Agenzia unica di sviluppo regionale che da lunedì prossimo riprenderà il suo iter in terza commissione con il coinvolgimento e l’ascolto delle parti sociali.</p>
<p>Con quel testo non solo proviamo a mettere in rete ed in sicurezza competenze che sono maturate nel corso degli anni dentro Tess, Isve, Cithef, Digit-Campania, Invitalia, ma soprattutto proviamo a definire uno strumento più utile a chi vuole investire in Campania, un interlocutore unico per le imprese, capace di accompagnare investimenti, di accelerare procedure amministrative, di intercettare nuovi investitori.</p>
<p>Pensiamo che questo sia il momento più opportuno per evitare sovrapposizioni di funzioni, strutture che interevengono su stesse attività, che rischiano di produrre diseconomie, di risultare insufficienti nonostante dentro di sé abbiano competenze e professionalità.</p>
<p>E accanto a questo c’è un altro grande tema che riguarda i lavoratori impegnati soprattutto nelle aree interne della regione nelle comunità montane per i quali abbiamo da tempo presentato una proposta di legge che risponde alla necessità e ai bisogni proponendo una politica della montagna in Campania.</p>
<p>Un ultimo passaggio consentitemi di dedicarlo a chi oggi rischia di pagare un prezzo altissimo per via della crisi.</p>
<p>E’ quella giovane generazione di cui è ricca la Campania.</p>
<p>La Regione più giovane d’Europa per dato anagrafico, ricca di talenti, di merito ma alla quale rischiamo di non lasciare altra alternativa che abbandonare questa terra ed il nostro Paese alla ricerca oltre i confini nazionali di opportunità di vita e di futuro.</p>
<p>Io penso che la politica tutta, l’insieme delle organizzazioni sindacali, le istituzioni abbiano un dovere ed una responsabilità enormi per il presente e soprattutto per il futuro.</p>
<p>Ogni atto deve orientarsi a tutelare ciò che oggi è gia dentro il circuito delle opportunità di lavoro, ma non possiamo rinunciare a immaginare provvedimenti e soluzioni che in qualche modo spalmano le difficoltà della crisi in modo più omogeneo, anziché scaricare sulla parte più giovane oltreché più formata, qualificata, dinamica le contraddizioni di un’economia, di un sistema finanziario che oggi è esploso in tutta la sua drammaticità ma di cui certamente non hanno responsabilità e colpe i figli di oggi di generazioni più anziane.</p>
<p>L’idea di una patrimoniale regionale per destinare risorse ai giovani, alla ricerca, alla formazione di qualità, al merito, all’accesso alla prima occupazione potrebbe essere una battaglia politica di tutti, perché tutti sono chiamati a non chiudere gli occhi, a volgere lo sguardo altrove mentre nel silenzio si consuma quotidianamente la più grande migrazione degli ultimi decenni di giovani competenze che non trovano soluzioni ai loro bisogni e ancora peggio non trovano una politica in grado di saper ascoltare ed interpretare con scelte impegnative il desiderio di futuro che anima le loro preoccupazioni.</p>
<p>Questa sì, sarebbe davvero la sconfitta più grande della politica e dentro quella sconfitta la principale forza di opposizione in questo Paese non potrebbe dirsi priva di responsabilità.</p>
</div>]]></content:encoded>
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