Caso Tess, Regione superficiale e irresponsabile

Da questa mattina, i 28 lavoratori di Tess Costa del Vesuvio, società partecipata della Regione Campania in liquidazione dal 2012, sono in protesta sotto Palazzo Santa Lucia e hanno proclamato lo sciopero della fame a oltranza fino a quando non verranno pagati i tre mesi di cassa integrazione che spettano loro.

Dopo quattro anni di rassicurazioni sulla ricollocazione del personale di Tess da parte del Presidente Caldoro e dell’Assessore Nappi, queste 28 persone sono state costrette a proclamare uno sciopero della fame a oltranza per difendere la propria cassa integrazione, senza ancora certezze sul loro passaggio in Sviluppo Campania, come pure previsto dalla legge 15/2013, a oggi rimasta inapplicata. Ancora una volta, la superficialità e la irresponsabilità di questa amministrazione regionale superano ogni limite.

Non più tardi di dieci giorni fa, il 22 luglio, durante un colloquio con il Capo di Gabinetto del Presidente Caldoro avevo sollecitato notizie in merito al pagamento della cassa integrazione per i dipendenti della Tess: Del Gaizo aveva garantito che l’assemblea dei soci sarebbe stata risolutiva del problema, ma la riunione di fine luglio ha solo rimandato tutto a settembre, lasciando i lavoratori senza neppure quel minimo contributo di sostegno al reddito che, come ha ricordato di recente la Svimez, significa essere appena sulla soglia della povertà.

Più che risposte rassicuranti e frasi retoriche, è il tempo che dalla Giunta si producano al più presto gli atti amministrativi formali in grado di mettere in sicurezza almeno il presente dei lavoratori della Tess.

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