Pubblicato il 3 settembre 2010 ¬ 15:07h.Antonio Marciano

- La presente legge disciplina il conferimento delle funzioni amministrative agli Enti Locali, in attuazione dell’articolo 118, commi 1 e 2, della Costituzione, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
- Il conferimento comprende l’adozione degli atti strumentali all’esercizio delle funzioni, inclusi quelli di organizzazione.
- L’effettivo esercizio delle funzioni conferite è subordinato al trasferimento agli Enti Locali dei beni e delle risorse umane, finanziarie, organizzative e strumentali.
- Sono fatte salve tutte le attribuzioni di funzioni amministrative agli Enti Locali già effettuate da precedenti normative.
Clicca su questo link per scaricare il documento intero in word.
Pubblicato il 2 agosto 2010 ¬ 12:02h.Antonio Marciano

Per chi resta in città consiglio questa rassegna organizzata dall’Assessorato al Turismo del Comune di Napoli guidato dall’amica Graziella Pagano.
L”Estate a Napoli” si rivolge innanzitutto ai turisti che visiteranno Napoli, ma anche ai tanti napoletani che resteranno in città, offrendo possibilità di svaghi e intrattenimenti a chi, per scelta o per necessità, non partirà per le vacanze.
Il programma estivo, infine, vede anche la collaborazione dell’assessorato allo Sviluppo, che ha effettuato uno screening degli esercizi commerciali e di ristorazione che resteranno aperti ad agosto, e in particolare la settimana di ferragosto; in quel periodo, verrà realizzata – in collaborazione con la Camera di Commercio – la terza edizione dell’iniziativa “Welcome Ferragosto” un servizio di visite guidate, animazione e informazioni turistiche che da venerdì 13 a mercoledì 18 agosto accoglierà i turisti e i napoletani offrendo un vademecum su come vivere al meglio la città in quei giorni.
Per ulteriori info: http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/12822
Pubblicato il 30 luglio 2010 ¬ 12:49h.Antonio Marciano

Il 9 luglio scorso la stampa italiana ha scioperato determinando il completo black out dell’informazione.
Una mobilitazione giusta e doverosa per porre al centro dell’attenzione del paese il tentativo, condotto pervicacemente da Berlusconi e dal Governo da lui guidato, di limitare la libertà di stampa delimitando di fatto il diritto dovere di cronaca. Della legge sulle intercettazioni si è parlato molto, il nostro Paese grazie a una rinnovata coscienza civile, ha riscoperto il gusto dell’indignazione alzando il livello di opposizione al decreto Alfano. Tuttavia quello che mi colpisce è che si è posto poco l’accento su un punto, a mio avviso fondamentale.
La legge sulle intercettazioni rappresenta davvero la priorità per questo Paese? In una fase di crisi economica così acuta e pesante e di fronte a una manovra correttiva che taglia risorse fondamentali agli enti locali, strozzando la crescita e mettendo alle corde il Mezzogiorno, già martoriato dallo scippo dei fondi FAS, è possibile che un Governo “responsabile” si preoccupi di qualche pubblicazione di telefonate sui quotidiani? Il tutto nel mentre le Regioni e i Comuni, indipendentemente da chi sono guidati, protestano vivamente e intere categorie sono in ginocchio, è ammissibile che la destra berlusconiana sia presa dalla crociata assurda e antistorica contro i giudici? Mi rendo conto che le mie domande possono sembrare retoriche. Il tema è che in nessun paese civile queste domande si porrebbero. A Sarzoky o a Frau Merkel non verrebbe mai in mente di imbavagliare la stampa o di limitare l’uso di uno strumento fondamentale per le indagini di tanti magistrati. Non si capisce perché a Berlusconi ciò debba essere consentito.
Per giunta con l’aggravante che questa legge nasce e ne viene accelerato l’iter, all’indomani degli scandali che riguardano la “cricca” legata all’imprenditore Anemone con il coinvolgimento compiacente di tanti esponenti vicini o organici all’area di Governo. Come gruppo regionale del Pd abbiamo detto il nostro no al decreto Alfano, al contempo abbiamo chiesto al governo regionale di pronunciarsi su ben altre priorità. Sono mesi che attendiamo proposte di aiuto su alcune emergenze: lavoro, scuola, rilancio del sistema delle piccole e medie imprese, ricerca e università, sui nostri giovani che qui rappresentano una comunità di 1 milione e 800 abitanti. Sono trascorsi i fatidici 100 giorni da quando il centrodestra ha conquistato la Regione. Nulla è stato fatto su questi temi, solo la cieca cancellazione di alcuni atti fondamentali per la vita della nostra comunità. Dal reddito di cittadinanza, al credito d’imposta per le nostre imprese, all’eliminazione di 2400 borse lavoro finalizzate alla prima occupazione per altrettanti giovani. Atti di Governo promossi dalla Giunta Bassolino che sono stati fatti passare per clientele e piaceri fatti agli amici degli amici. Tornando al tema delle intercettazioni, consiglio al Governo nazionale di occuparsi di ciò che agli italiani sta più a cuore. La ripresa dei consumi, la difesa del salario, la crescita economica ed occupazionale. E al Governo regionale direi di prendere esempio dalle giunte di realtà guidate sempre dal centrodestra, che non rinunciano a dire a Berlusconi e Tremonti dei No netti ed inequivocabili.

Pubblicato il 26 luglio 2010 ¬ 13:20h.Antonio Marciano

“La Campania giovane.” è un modello di società, una condizione necessaria, un sogno da realizzare.
“La Campania giovane.” è una comunità di un milione e ottocentomila abitanti che fanno della regione Campania la più giovane d’Europa e di Napoli la città più giovane d’ Italia.
Molto c’è da fare per affermare quel ricambio generazionale, tanto auspicato ma non ancora realizzato .
“La Campania giovane.” è la consapevolezza che la conquista del nostro futuro è una sfida di tutti, non di una parte contro un’altra.
La nostra è, e vuole essere, una rivoluzione dolce nelle professioni liberali, nei saperi, nella politica, così come nelle imprese e nel lavoro. La nostra è una generazione in movimento che rivendica il diritto di costruire il proprio futuro nei territori dove siamo nati e cresciuti, senza essere costretti ad emigrare.
Gandhi diceva che dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere.
Questo sito, la web radio, il nostro giornale, devono diventare sempre più strumenti per tenerci assieme, per imparare a riconoscerci e conoscere e a interpretare una società che è in continua trasformazione.
Siamo all’inizio di un cammino complicato, ma necessario e affascinante.
Cominciamo a costruire, insieme.
In foto il palco del Neapolis Festival 2010.
On-Line la versione beta www.lacampaniagiovane.it
Pubblicato il 3 luglio 2010 ¬ 13:03h.Antonio Marciano

Forse è utile inquadrare la vicenda della Fiat di Pomigliano in un contesto più generale nel quale ci troviamo e nel quale vive il nostro Paese.
Non aiuta la comprensione di una vicenda così articolata e complessa se non la teniamo dentro un quadro di lettura della crisi e dei processi in corso relativi alla globalizzazione dei mercati e delle produzioni, che inevitabilmente incidono e condizioneranno relazioni sindacali e organizzazione del lavoro.
I dati dei principali indicatori economici ci consegnano alcune riflessioni che devono diventare per il PD, materia di riflessione e soprattutto di iniziativa politica a tutto campo.
Dentro la cornice di una crisi economica mondiale, gli effetti più marcati si sono evidenziati nelle aree dove maggiore è la quota di produzione manifatturiera, come Giappone e Europa, fino a diventare vera e propria recessione per alcuni paesi e tra questi l’Italia, e soprattutto nel SUD del Paese dove si sono evidenziate le difficoltà più forti.
E questo per fattori diversi che riguardano in parte difficoltà strutturali di questa parte del Paese e dentro il nostro apparato produttivo regionale ancora fortemente frammentato così come rileva l’ultimo aggiornamento del PASER:
- piccole dimensioni degli stabilimenti industriali,
- ancora marginale il peso dell’industria campana sul totale nazionale:
(Fanno eccezione alcuni comparti, come l’agroalimentare, l’altamoda, l’aerospazio, i servizi logistici, mentre è drammatica la condizione del settore del commercio, in particolare le aziende di minore dimensione.) (continua…)
Pubblicato il 30 giugno 2010 ¬ 17:35h.Antonio Marciano

Mozione congressuale a sostegno della candidatura a Segretario Provinciale del PD di Valeri Valente.
Pubblicato il 29 giugno 2010 ¬ 12:45h.Antonio Marciano

Siamo prossimi alle vacanze estive e fortunatamente abbiamo una regione che offere di tutto e di più per i turisti e per noi stessi cittadini campani.
Dal Vesuvio alla penisola sorrentina un itinerario che abbraccia luoghi di grande valore, siti archeologici, aree naturali, spiagge incantevoli e centri urbani di fama internazionale. Torre Annunziata, che conserva negli scavi di Oplonti le sue antiche vestigia. Castellamare di Stabia, nota per le cure termali e le incantevoli spiagge, Vico Equense, con i suoi panorami mozzafiato, riserva sorprese culinarie indimenticabili. Passando per Piano e Sant’Agnello si arriva a Sorrento una delle mete preferite del turismo internazionale. A pochi passi gli scavi di Pompei e di Ercolano e per chi ama la natura Il Parco del Vesuvio e il Monte Faito, raggiungibile con la funivia.
In pochi chilometri, percorribili con l’antica circumvesuviana, si snoda un susseguirsi di luoghi adatti a tutti i gusti!
Sorrento (NA)
Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Sorrento
Via Luigi de Maio, 35
Tel. 081 8074033
www.sorrentotourism.com
Pubblicato il 17 giugno 2010 ¬ 16:20h.Antonio Marciano

Le parole che il Presidente del Consiglio ha pronunciato ieri di fronte alla platea di Confcommercio sono di una gravità inaudita.
Della legge sulle intercettazioni si è parlato molto, il nostro paese grazie a una rinnovata coscienza civile, ha riscoperto il gusto dell’indignazione e anche grazie alla mobilitazione della stampa l’opposizione al decreto Alfano è stata maggiormente efficace.
Tuttavia quello che mi colpisce è che si è posto poco l’accento su un punto, a mio avviso fondamentale. La legge sulle intercettazioni rappresenta davvero la priorità per questo paese?
In una fase di crisi economica così acuta e pesante e di fronte a una manovra correttiva che taglia risorse fondamentali agli enti locali, strozzando la crescita e mettendo alle corde il Mezzogiorno, già martoriato dallo scippo dei fondi FAS, è possibile che un Governo responsabile si preoccupi di qualche pubblicazione di telefonate sui quotidiani? Nel mentre le Regioni e i Comuni,indipendentemente da chi sono guidati, protestano vivamente e intere categorie sono in ginocchio, è ammissibile che la destra berlusconiana sia presa dalla crociata assurda e anti storica contro i giudici? Mi rendo che le mie domande possono sembrare retoriche. Il tema è che in nessun paese civile queste domande si porrebbero. A Sarzoky o a Frau Merkel non verrebbe mai in mente di imbavagliare la stampa o di limitare l’uso di uno strumento fondamentale per le indagini di tanti magistrati. (continua…)
Pubblicato il 29 maggio 2010 ¬ 22:16h.Antonio Marciano

“Caro Presidente, questi luoghi sono una parte del suo passato e un patrimonio indispensabile del nostro futuro.
Come giovani cittadini della sua città, le chiediamo di aiutarci a difenderli.”
E’ questo il testo della cartolina on line che Antonio Marciano coordinatore della segreteria del PD Campania e consigliere regionale del partito, manda al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
La cartolina, raffigurante gli edifici dell’Istituto A.Dohrh, Croce e dell’istituto italiano per gli studi filosofici è un’iniziativa ideata da Marciano e dall’associazione “La Campania Giovane” per difendere i centri di cultura napoletani dai tagli previsti nella manovra finanziaria.
La si può vedere e inviare, dopo aver messo i propri dati, all’indirizzo www.lacampaniagiovane.it/ecard
“Sono certo che il Capo dello Stato – dice Marciano- il più illustre dei nostri concittadini, raccoglierà questo appello e tutelerà questi straordinari luoghi di cultura che da sempre fanno grande Napoli nel mondo”.
www.lacampaniagiovane.it/ecard
Pubblicato il 24 maggio 2010 ¬ 10:52h.Antonio Marciano

18 anni fa in un caldo pomeriggio di primavera la mafia faceva saltare in aria, a Capaci, l’auto di Giovanni Falcone uccidendo lui, sua moglie e tre uomini della scorta.
Quel 23 Maggio del 1992 ha cambiato probabilmente la storia d’Italia. In quelle ore venne votato a larghissima maggioranza il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Quel tritolo segnò il punto più alto dell’avanzata mafiosa contro lo Stato democratico.
Un’avanzata che qualche giorno dopo avrebbe colpito un altro grande servitore del nostro paese, Paolo Borsellino.
In quei giorni vi fu, non poteva d’altronde essere altrimenti, un clima di unità nazionale reale, vi fu la consapevolezza che bisognava avviare un cambio di passo nella lotta alla criminalità organizzata. Un risveglio delle coscienze e uno stimolo civico come ha ricordato oggi il Capo dello Stato Giorgio Napolitano. 18 anni fa ero un giovane ventenne che scendeva in piazza con l’associazione degli studenti napoletani contro la camorra, per poi proseguire la mia attività nei gruppi universitari e poi nel sindacato. Ricordo una mobilitazione diffusa, straordinaria e forse più che Mani Pulite furono le morti di Falcone e Borsellino a determinare la chiusura del sipario sulla prima Repubblica.
Oggi come allora avverto il bisogno di tenere alta la guardia di fronte a nuove offensive dei poteri criminali.
La Mafia, la camorra la Ndrangheta e la sacra corona unita sono diventati ancora di più gruppi imprenditoriali e d’affari che vogliono insinuarsi sempre meglio nella vita pubblica, determinare i tempi delle istituzioni, scandire le decisioni della politica.
Ecco perché ho spesso ribadito che chi vuole ricoprire incarichi pubblici e ruoli istituzionali deve essere come la moglie di Cesare, al di sopra di ogni sospetto.
Ricordo con orgoglio l’iniziativa del 18 Marzo con i Magistrati Marino, cui ho dato immediata solidarietà per le pesanti intimidazioni ricevute pochi giorni fa, Barbara Sargenti e Alessandra Clemente figlia di Silvia Ruotolo barbaramente uccisa dai sicari. Parlammo di beni confiscati, di strumenti che scarseggiano per svolgere al meglio le indagini, e di intercettazioni. (continua…)